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...gli occhi di Bryan...

 - Giovanni  Magistrelli

 ...Scese dall’auto e, dopo averla chiusa, si diresse verso l’entrata dell’abitazione. Entrò e, senza neppure svestirsi, si buttò distrutto sul letto.

Per Rudy Davies era stata un’altra occasione persa, una volta in più le sue speranze erano rimaste frustrate, i suoi sogni non si erano avverati. La serata, che sembrava promettere molto, in realtà era stata poco meno di un disastro...

(tratto dal racconto " Una giornata diversa" - Gli occhi di Bryan -)

 - Giovanni  Magistrelli

 ...C’è chi dice che il destino è più forte del tempo. È un vecchio detto di qualche marinaio che le ha viste tutte o di qualche zingara dal viso segnato da mille storie.

Frank, come molta altra gente, pensava che i detti e i proverbi fossero frutto di sciocche credenze popolari, nate da superstizioni vecchie di secoli...

(tratto dal racconto " La maledizione zingara" - Gli occhi di Bryan" -)

 - Giovanni  Magistrelli

 ...L’auto nera si fermò ai bordi del bosco che copriva interamente le colline a 20 minuti dalla città, dopo aver percorso il viottolo in terra battuta, nascosto tra gli alberi, che aveva deviato dalla strada statale qualche chilometro prima.

Gli anabbaglianti furono spenti e l’automezzo diventò invisibile nel buio della notte. Il cielo era nuvoloso e nascondeva la luna crescente nel freddo clima di fine novembre...

(tratto dal racconto " Il mitomane" - "Gli occhi di Bryan" -)

 - Giovanni  Magistrelli

...Myron Seals voleva essere uno scrittore. Lo aveva voluto fin da quando era bambino. Nessun’altro lavoro sarebbe andato bene per lui.

Nella sua infanzia amava ascoltare le favole che suo padre era solito raccontargli e, col passare del tempo, desiderò sempre più fortemente di poterne scrivere anche lui...

(tratto dal racconto " Il segreto dello scrittore" - Gli occhi di Bryan"-)

 - Giovanni  Magistrelli

 ...Certamente incarnava uno dei miei ideali di donna: statura normale, non troppo formosa, con i capelli castani, anche se tendenti al rosso. E poi gli occhi.
Gli occhi sono ciò che più amo in una ragazza e lei ne aveva di unici: verdi, ma di quel verde che nelle giornate di sole sfuma, avvicinandosi a quel giallo delicato che si è soliti osservare nelle pupille dei felini. Un felino.
Già, il suo modo di muoversi aveva molto del passo felpato dei gatti, silenzioso e aggraziato.
Fu così che, finché non ne conobbi il nome, iniziai a chiamarla la Gatta...

(tratto dal racconto "La gatta nel buio" - Gli occhi di Bryan" -)