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Le opinioni dei lettori(1)

Recensioni di IL TEMPO DEGLI DEI

"Il romanzo "Il tempo degli dei" è scritto come fosse un Film d'azione, con una forte padronanza di linguaggio e dottrine soprattutto intinte nelle credenze Pagane norrene. Un Iliade moderna che si affianca ai nomi più blasonati della narrativa di genere. In un Pantheon gremito di dei Odino medita la punizione da dare ai suoi fedeli aiutanti. Che accorsi in aiuto dell'umanità in un momento difficile per essa, scatenano ilari situazioni che convergono verso la Seconda Guerra Mondiale. È bastato poco per innescare l'indole autodistruttiva degli umani mortali. Così Loki, Tyr, Thor, Balder e gli altri assistono ad Asgard davanti al furente Odin. Attendendo la giusta punizione. Intanto sulla terra c'è chi vuole fare chiarezza, in un susseguirsi di action mozzafiato, in un escalation di avvenimenti che decideranno il futuro della specie, personaggi variegati e zone cruciali della geopolitica, stanno muovendo le pedine di una scacchiera infuocata e ad alta esplosività. Quanto le religioni hanno contato nelle scelte? Quanto contano oggi? E se le cose fossero andate diversamente? Avremmo un presente ed un futuro migliori? Questi i presupposti di un notevole romanzo per chi vuole emozioni forti. Reali. Ma ricordatevi sempre che si tratta di Fiction...!" (Saro Messina)

"Ciao Giovanni ! ... Sinceri Complimenti !! .... ho da pochi giorni terminato di leggere la tua seconda "fatica" letteraria .... "IL Tempo Degli Dei" ritengo che davvero sia un gran bel libro .... Ha la forza di coinvolgerti sin dalle prime pagine .... e' come se il lettore fosse parte della storia che il libro racconta .... e poi , comunque fa porre al lettore alcuni quesiti .... Anche se è una storia di fantasia, non lascia il lettore indifferente .... Consigliato , anzi consigliatissimo ....."  (Maurizio Gallucci)

"Ho avuto la fortuna, oserei dire l'onore, di essere stata la prima lettrice del romanzo "Il tempo degli dei".  La genialità della trama era chiara fin da subito, ma è solo dal secondo capitolo in poi che la passione mi ha legata a questo libro, che posso affermare essere uno dei più belli che io abbia letto negli ultimi dieci anni. Avvincente  e originale, trascina il lettore in un mondo di azione e riflessione, riesce a portare la mente in uno stato di coinvolgimento tale che a tratti diventa quasi fisico, nel senso che sembra di essere all'interno della storia perdendo quasi i riferimenti spazio temporali reali. Questo libro scritto in modo fluido e scorrevole, racchiude più di un potenziale: è magico, surreale, ma al tempo stesso tangibile e concreto perché  affonda negli archetipi e nella natura umana con precisione quasi chirurgica ma al contempo con naturale leggerezza. A mio avviso questo libro merita un successo planetario e meriterebbe a pieno titolo di essere trasformato in un film. Ci sono libri che ognuno di noi dovrebbe avere in casa, quei libri che si leggono e rileggono nel corso della vita senza stancarsi mai. Il tempo degli dei è senz'altro uno di questi." ( Isabella Fonsati)

"Complimenti all'autore di "Il tempo degli dei". Libro letto in 4 giorni. Bellissimo" (Luciana Colombo)

"Ancora non ho trovato un aggettivo che possa descrivere quanto sia bello questo libro, "Il tempo degli dei"...un mix di verità, mitologia, fantasia. .Un libro che merita di essere scritturato per diventare un Film..Scritto e raccontato in maniera molto chiara e perfettamente..Mentre lo leggevo non sono mai caduto nella noia..ANZI..quando dovevo interrompere la lettura, per vari motivi, non vedevo l'ora di ritagliarmi un po' di tempo per rituffarmi nella lettura. ..COMPLIMENTI VERAMENTE DI CUORE. ..GRAZIE GIOVANNI."(Jason Piazza)

"Dopo aver chiesto all'autore se il suo romanzo IL TEMPO DEGLI DEI fosse inquietante come i racconti di GLI OCCHI DI BRYAN ed dopo aver ricevuto un diniego, mi sono avventurata nella lettura. Ho trovato la trama molto coinvolgente e non scontata. Ho preferito l'intreccio che riguarda la Santa Sede, piuttosto che le divinità norrene, almeno per la prima parte. Sicuramente però, quando si arriva ai giorni nostri, i due filoni della narrazione si intrecciano più strettamente e anche ciò che all'inizio poteva sembrare fantasy si trasforma quasi in realtà. Ne consiglio la lettura, è molto attuale e fa pensare; non è puro intrattenimento ma sicuramente intriga."(Cristina Ciceri)

"Conosco Giovanni da tantissimi anni e scoprirlo scrittore è stata una sorpresa molto piacevole. Con "Gli occhi di Bryan" mi aveva già stupito e coinvolto tantissimo, infatti l'ho divorato; un genere che amo in modo particolare, scritto molto bene e in maniera assai scorrevole. Mi è dispiaciuto finirlo... Anche "Il tempo degli dei" è fenomenale; e ho scoperto tanti particolari legati al mondo degli dei norreni, che non conoscevo. Incredibili le descrizioni molto dettagliate dei luoghi geografici, sembra di essere proprio lì." (Laura Colombo)

"Il libro é scritto molto bene, la storia ha intrecci davvero avvincenti, la narrazione é molto ricca di dettagli che fanno davvero immedesimare il lettore. Intenso in ogni sua pagina, mi é piaciuto molto anche per le riflessioni che vengono sollecitate dalla storia stessa. Lo consiglio incondizionatamente." (Marina Superti)

"Avventura millenar-politeistica, "Il Tempo Degli Dei" trascina il lettore attraverso le viscere più segrete delle grandi religioni organizzate, scoprendo i lati deboli della loro supposta arrogante unicità, e dalla constatazione dell'attuale degrado morale e politico fa scaturire il rimpianto delle primitive divinità nordiche. Centrato per il gusto degli appassionati di cartoons e di videogiochi,  appassiona anche gli estranei a tale genere alternando riflessioni spirituali e politiche con ben costruiti colpi di scena che trascinano il lettore in una crescente suspence fino al trionfo finale del lato più umano della divinità. Al termine della lettura si aspetta il seguito." (Federico Stoppato)

"Ciao Giovanni, ho letto il tuo libro. Che dire? Complimenti!!!! La trama è avvincente, intrigante e ricca di suspense, la lettura è scorrevole ed il libro si legge tutto d'un fiato. Grande capacità descrittiva, dei personaggi e dei luoghi, con interessanti richiami storico-religiosi, sintomo di un ottimo studio, oltre che di una sapiente scrittura. Sei un bravo narratore e la tua penna è molto accattivante. Continua così. Io sono diventato un tuo fan!" (Carlo Lalumera)

"IL TEMPO DEGLI DEI", il tuo libro, l'ho divorato in due giorni. Mi è piaciuto moltissimo e ti faccio ancora una volta i miei complimenti."(Daniela Romano)

"IL TEMPO DEGLI DEI è un thriller adrenalinico, che cattura il lettore fin dalle prime pagine. Al tempo stesso, fa riflettere per i temi universali che affronta. Il che non guasta per un romanzo che comunque vuole essere fiction e suspense allo stato puro. Dan Brown, hai in Giovanni Magistrelli un nuovo avversario!" (Betty Ricotti)

"“IL TEMPO DEGLI DEI” è un romanzo appassionante e coinvolgente che induce alla riflessione. Caratterizzato da un ritmo narrativo estremamente dinamico e incalzante, cattura il lettore e lo proietta nella storia con l’efficacia di un film di azione. La vicenda si snoda su tre archi temporali differenti fino a giungere ai nostri giorni in cui si svolge il sorprendente epilogo. Ho particolarmente ammirato la capacità dell’autore di trattare tematiche importanti in maniera estremamente piacevole e fruibile da tutti. Ne consiglio la lettura anche per approfondire la conoscenza di quegli aspetti della nostra esistenza che assumono una valenza fondamentale soprattutto nel particolare periodo storico che stiamo vivendo. Un libro per capire la storia. Un libro per capire noi stessi." (Stefania Romito)

"Il sacro potere dell'immaginazione permette di creare ponti, cattedrali e nuovi territori, al di la' del tempo e dello spazio. Il romanzo Il Tempo Degli Dei di Giovanni Magistrelli compie questo volo pindarico permettendoci di vivere la realta' alternativa dell'interventismo avventuroso degli dei di epoca e nordica memoria e la reazione dell'umano potere temporale, con scorrevole leggibilita' nel piu' classico stile anglosassone e voglia di approfondimento confinante col filosofico che ogni europeo dedito alla ricerca ha in se'. Un mix degno di un viaggiatore quale e' Giovanni Magistrelli." (Davide Foschi)

"Il libro mi è piaciuto per la trama avvincente, che mi portava a restare sulle pagine, per vedere come andava a finire e perché è ben scritto. I personaggi sono ben descritti, anche se ho sentito la mancanza di una ‘legenda’ per capirli meglio e ricordarmeli durante la lettura; ho notato anche la precisione di molti particolari tecnici, ma poca sugli apparecchi a cui era collegato il manipolo di ‘ipervedenti’: era voluta per aumentarne il mistero? E poi anche il ‘peso’ di una sola delle religioni colpevoli di allontanarci dalla verità. Nel complesso il libro me lo son goduto." (Andrea Quadrani)

 "Ho letto il libro, molto interessante, la storia con  i suoi personaggi molto particolari mi ha avvinghiato sino alla fine. Racconti già letti,  ascoltati, che mi hanno sempre interessato e fatto pensare molto e ai quali non ho mai saputo dare una risposta definitiva, ..come nel libro nel quale tutto rimane sospeso,,, il mistero continua...    al prossimo. Aspetto il seguito." (Fiorenza Orseoli)

"Giovanni,veramente complimenti per il tuo libro"Il Tempo degli Dei"! L'ho letto in nemmeno due giorni, non riuscivo a staccare l'attenzione...trama avvincente che non ti lascia fiato...dovevo assolutamente proseguire per scoprire cosa sarebbe accaduto nelle pagine successive! La sensazione unica di essere all'interno della storia, come nei migliori film d'azione! La storia apre degli interrogativi importanti sulle religioni: quante cose ci hanno nascosto e ci nasconderanno ancora per riuscire a preservare il loro status? E questo te lo dico da cattolica!!! Aspetto con ansia la tua nuova fatica letteraria. Ancora complimenti vivissimi." (Simona Stancari)

"Un libro che è riuscito fin dall'inizio a incuriosirmi, scorrevole nella lettura, con personaggi, situazioni e colpi di scena che mi hanno divertito, emozionato, ma anche fatto riflettere sui problemi e le possibilità della razza umana" (Lorena Boari) 

"Consiglio a tutti i miei amici la lettura di questo libro straordinario e finalmente originale!!! "Ma chi saranno mai questi Dei?" Mi sono domandata quando ho iniziato la lettura di questo illuminante libro. Da quel momento ogni pagina è stata una sorpresa. ...Capitoli avvincenti e vincenti. Questo testo, scritto in maniera superlativa dall'autore, apre la mente. Sprona al ragionamento. Esce da ogni schema e condizionamento. Tutto può succedere. Il bene nel male e il male nel bene. Ogni pagina smaschera volti e storia. Consigliato all'ennesima potenza!!!Grazie!" (Licia Gheri)

"Libro con fondo storico. Avvincenti le situazioni che il prete  vede attraverso  gli dei che segnano il dopoguerra in un mondo in ricostruzione. Bellissima sensazione di essere li, di vivere quelle storie purtroppo accadute e così ben descritte.Personaggi misteriosi, i quali ti sembra di aver conosciuto da sempre. Un prologo un poco impegnativo, per nomi e discendenze ma poi il libro scorre in un soffio, da leggere comodi in poltrona davanti ad un cognac e cioccolato. Intrigante e coinvolgente." (Simona Beretta)

"IL TEMPO DEGLI DEI... bellissimo libro! Trama coinvolgente, carica di suspense e colpi di scena. Non riesci a smettere di leggere! Bravo Giovanni, mi hai stupito!" (Elena Cattaneo)

"Dopo aver letto "Gli occhi di Bryan" ho deciso di iniziare la lettura del nuovo lavoro di Giovanni Magistrelli "Il tempo degli Dei". Premetto che il genere non è uno dei miei preferiti, quindi all'inizio ero un po' perplesso. Mi sono quasi subito ricreduto in quanto ho trovato il libro talmente particolare (in senso positivo, ovviamente) che le mie perplessità iniziali sono subito sparite. Non è mai noioso, scontato, la storia è a dir poco stupefacente. Quello che mi è piaciuto (è una mia impressione personale) è che nonostante ci siano dei chiari riferimenti al mondo attuale potrebbe essere ambientato in una società del passato o del futuro. E questo è, secondo me, un ingrediente del libro che lo distingue. Infine la trama : complimenti a Giovanni per l'aver elaborato un intreccio cosi' complesso ma senza far mai perdere il lettore nei meandri della trama. La storia mi ha fatto molto riflettere (penso non solo me) e pone molti interrogativi su come è governato il mondo. Ancora i miei complimenti a Giovanni, aspetto con ansia il suo prossimo lavoro che uscirà a breve." (Paolo Lombardi)

"Il libro dell'alpino Giovanni? Sì, mi è piaciuto. Vedi il numero delle pagine da leggere e parte lo sconforto e poi, in un batter d'occhio, l'hai finito. Ti sembra quasi di aver letto del "nulla", invece si raccontano tanti eventi.......fantasia, mitologia, contemporaneità, falsa ideologia, follia umana, capacità di leggersi, e a volte anche di capirsi..... La lettura è scorrevole, piacevole, intrigante e ti spinge a leggere quella paginetta in più ogni sera prima di spegnere la luce. Che dire, beh complimenti e aspettiamo il prossimo :-)" (Emanuela Bazzoli)

 "Un fantathriller mozzafiato quello che ci regala Giovanni Magistrelli: un ritmo rapido e incalzante accompagna il lettore in mondi paralleli che spaziano dalla realtà del nostro a un aldilà popolato da dei che le nostre culture hanno relegato nel mondo della fantasia e del mito, in una fusione che si fa più affascinante e intrigante a ogni pagina che scorre. In scena l’eterna lotta tra il Bene e il Male, nascosta da sempre dietro ogni convinzione religiosa che l’uomo ha prodotto per consolarsi e darsi spiegazioni del mondo e delle cose: le grandi religioni monoteistiche si troveranno a confrontarsi con qualcuno che metterà a soqquadro ciò che è stato predicato per millenni, rischiando di travolgere il mondo in una tragica fine. Quel Ragnarok che, nella mitologia Norrena (la religione precristiana dei popoli anglosassoni e scandinavi), indica l’ultima battaglia tra le potenze della Luce e dell’Ordine del dio Odino, e quelle delle Tenebre e del Caos, guidate da Loki: se il mondo conosciuto verrà distrutto come e chi potrà salvare gli uomini che peraltro si stanno annientando tra loro? E chi rigenererà quel mondo dalle sue macerie? E chi o cosa lo salverà? Ha l’anima del viaggiatore Giovanni Magistrelli, di chi sa com’è fatto il mondo, lo conosce bene e ne passa le atmosfere con leggerezza e competenza: così può dare a “Il tempo degli dei” quel quid che apre la visione del lettore, lo conduce sulle ali dell’immaginazione con una velocità rara e anche molto divertente, perché mai disgiunta da un pizzico di humor e di leggerezza, con penna disinvolta e abile. I personaggi appaiono e scompaiono dalla scena, materializzandosi o smaterializzandosi, in un turbine di eventi e di movimenti. Sono papi, statisti, re, i potenti del mondo che si alternano e poi si incontrano con gli dei del Pantheon Norreno. Se l’avvio della storia è molto serio, perché il mondo è sempre più travolto dalla violenza, in un crescendo dopo la fine del Novecento, dopo l’11 settembre e i continui attentati terroristici dei nostri giorni che sembrano sempre più sconvolgenti, la storia fantastica si insinua con agilità nella trama, regalando al lettore qualche ora di impagabile sogno e magia, proprio quello che ci vuole per staccarsi dalla durissima realtà dei nostri giorni. Consigliato assolutamente… in attesa del prossimo libro di questo interessante scrittore." (Tiziana Viganò)

“'Per non smettere mai di porsi domande.' Per chi come me, è sempre stato affascinato dalle teorie che esulano da quello che ci viene insegnato e ahimè inculcato fin da bambini, per chi spesso non accetta teorie imposte solo perché sono scritte sui libri storici. Questo, in particolare, fa riflettere sul ruolo odierno e passato delle religioni monoteiste (Cristianesimo, Ebraismo ed Islam), un romanzo fantasy-thriller molto piacevole da leggere, con un tipo di scrittura semplice e discorsiva, volta a far incuriosire ed appassionare il lettore alla storia ed ai personaggi. Inizialmente si possono apprezzare le descrizioni molto precise, tanto che può sembrare tutto realmente accaduto. Ci si ritrova, ad un certo punto, a divorare le pagine una ad una per scoprire come ogni capitolo si chiude. Si va così a conoscere Odino, il Dio norreno per eccellenza, creatore dei sette mondi e di tutto ciò che esiste, assieme i suoi figli Thòrr, Baldr, Tyr e Loki… E dunque, cosa succederebbe se l’unico e vero Dio decidesse di fare la sua comparsa sulla Terra, in mezzo a noi?" (Federico Glassiani)

"Terminata l’ultima pagina, devo dire che ho difficoltà a categorizzare questo libro. E sicuramente è unico nel suo genere. Si attribuisce ai fantasy sempre una connotazione abbastanza “semplice e spensierata”, libri leggeri da leggere quando si vuole evadere dalla quotidianità e non pensare, ma non è proprio il quadro che ci viene dipinto da questo romanzo. Qui si mescolano il reale e l’irreale, le leggende, la religione e la storia, creando un’opera che è sì di stampo fantasy, ma per quanto riguarda i concetti, assolutamente no. Queste pagine, che abbracciano quasi un secolo, ci raccontano dei miti norreni, degli dei immortali leggendari che governano sui Nove Mondi, che ne regolano l’equilibrio e ne tutelano l’esistenza. Loki però, il dio della distruzione, nell’intento di creare il caos, causa lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale e, ancora più grave, incita l’utilizzo della bomba atomica. Il danno viene arginato da Thorr, Baldr e Tyr. Odinn, adirato per il disastro compiuto dai quattro, li esilia proprio nel nostro pianeta, senza ricordi né memorie e ognuno in un luogo diverso. La chiesa, in contemporanea, grazie a degli individui con facoltà particolari, riesce ad individuare la presenza sul pianeta di queste divinità e cerca di tutelare se stessa e il suo potere. A questo si aggiunge anche la situazione politica precaria in cui il pianeta riversa e il terrore dell’inizio di un nuovo conflitto che questa volta sterminerebbe la razza umana definitivamente. Loki vuole proprio questo e cercherà di portare a termine il suo scopo con qualunque mezzo a sua disposizione. Ci riuscirà? Con quale scopo Odinn ha mandato Thorr, Tyr e Baldr sulla Terra senza memorie? Fa tutto parte del piano del Padre degli Dei? A voi scoprirlo leggendo queste pagine.Dal punto di vista tecnico il libro è scritto veramente in maniera magistrale, la storia si articola in maniera scorrevole e i capitoli alternano il racconto dal punto di vista di tutte le fazioni, dando un quadro generale e molto dettagliato della vicenda. Se devo fare un appunto, la miriade di cenni e riferimenti sia storici (riguardanti proprio il periodo della guerra), sia religiosi (il rilievo politico e sociale della chiesa nella realtà oggettiva) e soprattutto di mitologia norrena in tutte le sue sfaccettature, rendono non facile la lettura ai neofiti del genere. A me personalmente è piaciuto molto, un’opera davvero interessante, nonostante mi renda conto che non sia per tutti. Non lo consiglio ai lettori alle prime armi e a chi non ami i riferimenti storici e politici. Per gli amanti dei miti e delle leggende norrene invece è consigliatissimo!" (Luana - Blog Libri Magnetici)

"Definirlo un urban fantasy sarebbe semplicistico. Questo è anche un romanzo storico-religioso ricco di azione e colpi di scena. Un romanzo che si ispira ai miti e alle leggende del nord Europa, norreni venerati dai vichinghi prima della loro conversione al cristianesimo. Leggeremo quindi di Odino, Thorr, Loki e molto ancora. Leggeremo dei nove mondi e di tutto ciò che gli appassionati di mitologia norrena conoscono. "Il tempo degli dei" è un romanzo ricco di fatti storici e affronta i temi religiosi senza veli. L'ignoto, i libri proibiti nascosti all'intera umanità, i dogmi del cristianesimo ma non solo, misteri riferiti anche alle principali religioni monoteiste...Tutto questo non può non affascinare il lettore e tenerlo contemporaneamente col fiato sospeso. Un romanzo in cui il reale e l'irreale si mescolano magistralmente, trascinando il lettore in una lettura ricca e arguta, mai lenta. Una lettura che ci porta a riflettere, a guardare oltre gli schemi e a porci delle domande... "Cosa faresti, se tutto ciò in cui hai sempre creduto fosse solo una menzogna?" Questo è il secondo libro che leggo di Giovanni Magistrelli. Posso dire che per me, si riconferma uno scrittore piacevolissimo, la penna anche stavolta è fluida, scorrevole, mai lenta. Dello stesso autore consiglio anche "I volti dell'apocalisse" , un giallo italiano strepitoso. Grazie Giovanni, ancora una volta." (Giusy Sicari)

"Leggere libri è bello non solo per la storia che viene raccontata, ma anche per i significati che l’autore vuole trasmettere e per quelli che troviamo come lettori.
Personalmente mi affascinano i libri in cui si riesce a vedere qualcosa in più. Quelli in cui viaggi con i protagonisti, vivi il flusso degli avvenimenti. Ti senti trasportato. Il Tempo degli Dei racconta un’avvincente storia, ricca di particolari. Un’avventura fatta di Dei e di personaggi reali che fanno parte del nostro quotidiano. Come non venirne coinvolti? Ci si trova a viaggiare nel regno degli Dei norreni che per un insieme di circostanze sono costretti a coinvolgersi nella vita degli esseri umani. E allora impariamo a conoscere meglio Odino, Thor, Loki. Oltre a quel che ci viene passato dagli Avengers! Ma perché gli Dei sono venuti tra noi? Perché sono stati coinvolti dagli eventi? Perché come ci racconta l’Autore tutto è una grande bugia e per evitare la distruzione dei nove mondi sono proprio loro che devono intervenire. Si parte dalla seconda guerra mondiale fino ad arrivare ai giorni nostri. Non si sta mai fermi tra colpi di scena, battaglie e fughe.
E se si vuole andare oltre alla storia narrata, l’autore a mio parere tramette una profonda verità: la necessità di mantenere la mente aperta. Di cercare la verità oltre a quello che ci viene proposto ogni giorno. Con semplicità. Non vivendo solo di certezze. Un messaggio profondo e carico di energia. Bello. Lo consiglio. (Mara Cassardo)

"Già a partire dalla cover,questo libro ha solleticato la mia curiosità. La convivenza di vari simboli religiosi, da sempre portatori di discussioni infinite sulle varie tesi teologiche, mi è sembrata una chiave di lettura diversa da tutto quello che finora avevo letto. L'incipit ci porta in pieno clima della seconda guerra mondiale, con le sue barbarie, i suoi morti, la distruzione di ogni sentimento umano e le tragiche conseguenze che ciò ha ingenerato. Si viene così a scoprire che tutto quello che ne è derivato, non è stato solo per bieco egoismo umano ma una sordida manovra tramata nell'ombra nientemeno che... da Loki. Ora vi verrà da chiedervi: cosa c'entra il dio del Caos in una diatriba che dovrebbe avere come base di discussione le varie religioni monoteiste? Eh, c'entra, c'entra. L'egregio autore Giovanni Magistrelli ha intessuto una trama di uno spessore così complicato e articolato da lasciarvi a bocca aperta. La trovata geniale di incastrare gli eventi degli ultimi 60-70 con spiegazioni che coinvolgono gli dei di Asgard, il Regno Eterno, lascia il lettore abbastanza stupefatto e piacevolmente sorpreso. La narrazione parte da Roma, dalla scoperta che la Santa Sede utilizza sensitivi per poter controllare ciò che succede nel mondo, sia per la tutal della dottrina cristiana, sia per poter controllare che alcuni segreti gelosamente custoditi non vengano alla luce. E sono segreti di una portata talmente alta da scardinare ogni credenza degli ultimi millenni. In uno sconvolgimento che crea panico di momento in momento, si diventa partecipi di confronti tra i grandi capi delle dottrine mondiali che, mai come in questo caso, devono venire a patti con ciò che sta accadendo e con ciò che non dovrebbero sapere. Rivelazioni e ammissioni così importanti da rimettere in discussione la stessa nascita del mondo e della Terra qui chiamata Midgard. Gli eventi si intersercano così naturalmente da portare il lettore a fermarsi un attimo a riflettere: e se tutto ciò fosse vero? Ebben, eccovi precipitati nel vostro incubo peggiore, dove sembra di trovare una risposta a tutto ciò che vi sembrava finto, strano, inspiegabile. Alcuni tasselli vanno a combinarsi in maniera così naturale da portare il lettore a rimettere in discussione non solo le proprie credenze, ma anche tutto il vissuto umano. Un esperimento che mi è piaciuto tantissimo, che mi ha dato una visione del mondo alternativa e che in un certo qual modo ha anche attuttito un pò delle mie perplessità. In fondo a volte, darsi una spiegazione, per quanto fantasy, è sempre meglio che non averne fatto. Molto curata l'edizione, articolata e ben dettagliata soprattutto nelle località. La precisione dell'autore ti porta a vivere 'in loco' il momento e quasi a respirare l'aria di ciò che sta accadendo. Anche la parte che riguarda le armi attesta una cultura molto variegata, così come quella dei personaggi, sia mitologici che umani, da renderteli, alla fine della lettura, quasi come amici di vecchia data. Il finale? Non vi lascerà con l'amaro in bocca, anzi. Vi regalerà qualche sospiro di sollievo e, per una volta nella vita, una speranza negi "dei"...qualsiasi abbiate scelto di seguire." (Therry Romano - Blog Romanticamente Fantasy)

"La trama del romanzo si svolge tra cielo e terra, Asgard è il regno eterno dove vivono gli dei, una sorta di Olimpo, Odinn è la divinità principale padre di tutti gli dei e degli uomini.Thor il dio del tuono e Baldr il dio del sole suo fratello, si trovano sotto mentite spoglie a Midgardr, il regno terreno, hanno le sembianze di due soldati americani e lottano contro i tedeschi durante la seconda guerra mondiale, proprio come gli dei dell’olimpo prendono le parti dei loro favoriti nella guerra di Troia influenzando le sorti del conflitto, anche qui l’autore immagina i due fratelli insieme a Loki, il dio degli inganni e a Tyr , il dio della guerra, che cercano di convincere i capi di stato Stalin, Roosevelt e Churchill a fare fronte comune contro Hitler.Odinn li punisce per aver interferito nel conflitto bellico e li addormenta in quattro angoli diversi del mondo, per poi svegliarli senza che sappiano chi siano in realtà. Nei sotterranei di San Pietro, dove si trovano le antiche fondamenta della basilica inaugurata dall’imperatore Costantino nel IV secolo d. C. su ordine del cardinale Pacelli, che diverrà di lì a breve, Pio XII, viene istituita un’unità di persone speciali , sensitivi al servizio della chiesa. Il sacerdote Giulio Viola è a capo di questa squadra anch’egli possiede “il dono”. La chiesa aveva bisogno di questi chiaroveggenti per sopravvivere alla tempesta in arrivo: la grande guerra, evitando la distruzione dello Stato Vaticano.Giulio Viola attraverso la sua attività percepisce la presenza delle quattro divinità sulla terra, ma è necessario scovarli ed eliminarli per scongiurare problemi legati ai più importanti culti religiosi: il cristianesimo, l’ebraismo e l’islamismo.A chi rivolgere le proprie suppliche. Il segreto contenuto in antichi manoscritti non deve essere assolutamente rivelato al mondo perché farebbe crollare millenni di dogmi. Odinn è intenzionato ad intervenire per rivelare la verità agli uomini ed evitare una catastrofe.Ovvero il Ragnarok: l’apocalisse. Mi fermo per non svelare troppo. Molto importante e interessante è stato per me approfondire un pochino , dopo la lettura, la mitologia norrena e scoprire tutte le somiglianze con quella greca. Le Norne erano le famose Moire, le Valchirie erano le Erinni. Gli dei del romanzo bevevano Guinness mentre gli dei dell’Olimpo bevevano ambrosia versata dal coppiere Ganimede. E’stato un viaggio in qualcosa che conoscevo molto poco. La trama è scorrevole e molto ricca, i personaggi trattati sono descritti con le proprie peculiarità. Vi è un buon intreccio tra la leggenda, la fantasia e le parti storiche. Altra cosa che ho apprezzato del romanzo sono le domande che si pongono, domande che invitano ad una profonda riflessione, soprattutto quelle riferite all’odio tra le varie religioni, un tema ahimè attualissimo." (Alessandra Ottaviano - Blog Thriller Storici e Dintorni)

"Vorrei consigliarvi "Il tempo degli Dei" di Giovanni Magistrelli, un autore emergente. Romanzo avvincente e insolito fantasy che lascia un po' di nostalgia quando hai letto l'ultima pagina." (Rita Pinna)

 

"Giovanni Magistrelli, con il suo gruppo di personaggi, mostra un volto interessante della dimensione interiore, attraverso il filtro delle religioni. Non si poteva tralasciare l’elemento divino, quando si parla di quello spazio infinito ricoperto di altrettante infinite etichette, come spiritualità, interiorità, religiosità, e altre ancora. Andiamo con ordine, perché il discorso è ampio, intrecciato a più livelli. Il titolo Il tempo degli dei non è scelto a caso, e non è astratto: tra i personaggi del libro troviamo proprio una schiera di dei, e di un lignaggio altissimo. Si tratta dei mitici Asi scandinavi: Odhinn e i suoi figli, tra cui spiccano Thorr, Baldhr, Tyr e quello meno rassicurante di tutti, Loki. Proprio il dio del Chaos, nonché degli inganni (secondo la mitologia norrena, che ne fa un ritratto completo), colui che non perde mai un’occasione per sparigliare le carte, e mettere tutto a soqquadro. E quando parlo di tutto, parlo di tutto il mondo, e di tutti i mondi. Stiamo sempre parlando di dei, e quando si muovono, lo fanno su larga, larga scala. Superiamo la copertina, in cui campeggiano un globo terrestre circondato da lampi energetici e dai simboli delle principali religioni professate dagli esseri umani, apriamo il libro e piombiamo in piena Seconda Guerra Mondiale, nel gennaio 1045. Per la precisione, ci troviamo in un rarissimo momento di pausa dell’esercito americano che si muove in Europa: due soldati stanno finendo la loro sigaretta. A prima vista, sembrano quello. Quando ci avviciniamo un po’, scopriamo che le due creature sono avvolte in un incantesimo, che impedisce di mostrare la loro vera identità: sono Thor e Baldhr, il dio del Tuono e della benevolenza, rispettivamente, due tra i più potenti figli di Odhinn. E cosa ci fanno due dei in piena Guerra Mondiale, travestiti da umani, sulla Terra? Lottano anche loro, seguendo gli schieramenti umani. Una guerra su uno dei nove mondi in cui la cosmogonia norrena suddivideva l’universo, vuol dire uno squilibrio, uno scompenso in tutti gli altri. Se non peggio. Indossano le divise americane, contrapponendosi a chi in quel momento aveva dato origine al caos dei caos, Hitler. E per restare in tema, chi ama talmente il caos, da esserne il dio? Loki. Perciò, un conflitto tra gli esseri umani corrisponde a uno tra quelli divini. E se poi questi ultimi trovano il modo di fomentarli sulla Terra… tutti noi sappiamo com’è andata a finire la Seconda Guerra Mondiale. Quello che non sappiamo è che non è finita qui. I due dei, e nemmeno Loki, naturalmente, non avrebbero dovuto essere qui sulla Terra, o Midgardh, come la chiamano. Sono divinità, ma non devono interferire con la vita dei mondi, soprattutto se non sono i loro mondi. E… pare che stiano agendo anche alle spalle del potentissimo padre, Odhinn, che non reagirà con calma olimpica (per prendere a prestito gli atteggiamenti della concorrenza), nel momento in cui viene a scoprire cosa fanno i suoi figlioli quando non guarda. In effetti, per quanto tu sia un dio potente, scaltro e pieno di risorse, non puoi nulla contro un dio padre deciso a punirti per la tua disobbedienza: Loki sconterà il suo castigo. Non andrà meglio a Thorr, Baldur e Tyr: hanno trasgredito anche loro, pur con la giustificazione ma-noi-volevamo-fermare-il-cattivo, perciò subiscono le conseguenze di non aver rispettato le regole. Esilio e oblio, sulla Terra. Mentre ad Asgardhr si ripristina l’ordine, sulla Terra si procede con la ricostruzione post-bellica e con una precisa opera di prevenzione di futuri disastri simili, che passa completamente sotto silenzio ed è opportunamente protetta da varie istituzioni, tra cui il Vaticano. Un sacerdote particolarmente dotato di poteri psichici e di una forte personalità, padre Giulio Viola, guida un gruppo di sensitivi come lui per proteggere la Terra da altre interferenze divine. Lo fa nel mistero più totale, dagli anni del conflitto, senza stancarsi mai. Pur essendo potente, non può sottrarsi alle leggi del tempo e dell’invecchiamento, per cui, ai giorni nostri, arriva in età avanzata e indebolito. E qualcosa va storto, nella protezione di cui hanno circondato la Terra, lui e i suoi accoliti, per cui… se gli Asi dovessero risvegliarsi, soprattutto quello più temibile di tutti, il pericolo sarebbe altissimo. Mortale. Da questo momento, preparatevi a viaggiare letteralmente intorno al mondo. Se Loki decide di scatenarsi, è la fine per tutti, e questo lo sanno gli esponenti mondiali di poteri politici e religiosi: dal Papa (Francesco) agli iman, dal Presidente degli Stati Uniti (Donald Trump in persona) ai vari leader europei ed extraeuropei di spicco. Inizia una corsa contro il tempo, contro un dio scatenato, in cui gli schieramenti sono sparsi su tutto il globo terrestre e non hanno contorni o aspetti definiti. Chi sono i buoni? Chi sono i cattivi? Da quale parte sta la verità? Ecco spiegato, in parte, il motivo che spinge Giovanni Magistrelli a dedicare il suo bel romanzo mozzafiato a coloro che hanno certezze: perché qui, con queste pagine, riesce a dimostrare che potrebbero anche non essere così “solide”, quelle famose certezze… e questi dubbi nascono anche nei cuori tormentati di chi ha fatto della religione il proprio percorso di vita. Dov’è la verità? Magari non esiste. O non esiste una sola verità. E se tutto fosse completamente diverso da come lo abbiamo sempre percepito e imparato. Giovanni Magistrelli, con il suo stile ricco e consolidato, ci mostra altre possibilità, in questo libro. E con la sua scrittura disinvolta ed esperta, siamo anche portati a dirgli che… beh, insomma… vedendola così… potrebbe anche essere, sì. Oppure no. Ma… A parte le credenze e i sistemi di valori di ciascuno, che qui non vengono minimamente attaccati o messi in discussione, poiché l’autore è un forte sostenitore della libertà individuale di sentimento e pensiero, e non è minimamente interessato a sostenere una teoria, o un dogma a svantaggio di un altro, è sempre interessante dare un’occhiata a come sarebbero le cose se si rovesciasse il foglio, se si invertissero i parametri, o si scegliesse un’altra visuale. Quanta ricchezza c’è, nelle possibilità diverse?" (Loredana Gasparri - Blog Del Furore Di Aver Libri)
 
"Chi abbia mai letto American Gods di Neil Gaiman, penso possa capire questa definizione molto meglio di altri. In effetti, l’ultimo romanzo di Giovanni MagistrelliIl Tempo degli Dei, vive, in parte, di queste suggestioni, tra divinità che camminano tra noi, uomini e donne con poteri straordinari che riescono a vedere nel futuro prossimo e mondi che si intersecano, tra reale e immaginato. Ma poi, la trama de Il tempo degli dei parte per la sua strada e ci mostra quello che per l’autore è il dilemma insito in tutte le religioni e i monoteismi: il dissidio tra verità e interpretazione, reale e immaginato. Così, ci ritroviamo a fare quattro passi per Asgard, parlare con tipetti tipo Thor e Odino, fare i conti con il temibile Loki ma, ancora di più, con gli sgherri delle religioni monoteiste. Un romanzo che, ogni tanto, si perde in enunciati forse un po’ troppo pedissequi sulla genesi e relazioni tra divinità ma che, dopo tutto, si perdona visto la trama incalzante ed originale." (Mariana Winch Marenghi)
 
"Terminato da poco! Il primo Urban Fantasy che leggo! E cosa ho scelto per non esserne delusa? IL TEMPO DEGLI DEI!!! Di questo autore lessi. I VOLTI DELL'APOCALISSE,un bellissimo thriller ambientato a Milano difficile da dimenticare! In questo libro l'autore tratta il tema storico religioso,la conversione al cristianesimo dei popoli nordici. Dopo le prime 50/70 pagine ,il libro prende forma,ricco di colpi di scena lascia il lettore basito di fronte a tale bellezza! Troviamo la figura di Odino ,di Thor ,di Loki e di molti altri ancora! Insomma un romanzo ricco di storia che affronta i temi religiosi con una tematica degna di una GRANDE penna! Scorrevole e non lento! Una scrittura accattivante che ci porta a riflettere continuando a porci domande,come Giovanni mi scrisse sulla dedica .. Bravo !!!.complimenti .... Attendo il tuo prossimo!" (Susy Facheris)
 
 

"Proviamo ad immaginare per un momento una realtà parallela, dove le tre principali religioni monoteistiche siano solo una copertura e a governare il nostro mondo e il cosmo intero siano delle divinità, da sempre relegate a misere figure mitologiche e di fantasia. E immaginiamo che, dopo secoli di libero arbitrio, queste divinità decidano di palesarsi e spazzare via tutti i falsi “credo”, imponendosi come sovrani assoluti della Terra e dei suoi abitanti. È questo lo scenario, fantastico e per certi versi apocalittico, dipinto da Giovanni Magistrelli nel suo nuovo libro, “Il tempo degli Dei”. Gli dei a cui si fa riferimento nel titolo sono quelli, magnifici e terribili, della mitologia norrena. Thorr, Loki, Baldr, Ullr, Tyr, le dee Frigg, Syf e su tutti lui, il creatore dei Nove Mondi: Odinn. La vicenda si svolge tra Asgard, dimora degli dei, e Midgard, nome norreno con cui si indica il pianeta Terra. I capitoli non hanno titolo o numero: riportano semplicemente il nome dell’uno o dell’altro mondo, a seconda di dove sia ambientata l’azione. Come a ricordarci, anche attraverso questo espediente, che in realtà il punto di vista rimane sempre ad un livello superiore al nostro: quello di Odinn e dei suoi figli. È stata una strana sensazione, per me, leggere questo libro, perfettamente conscia del fatto che sia un racconto di totale fantasia ma, nonostante questo, trovarmi a immaginare come l’intervento radicale e improvviso di entità superiori a noi potrebbe cambiare il nostro destino. Sarebbe tutto più facile: come quando un genitore arriva a soccorrere il suo bambino in difficoltà, immediatamente risolve la situazione nel modo migliore e, in un attimo, arriva il sollievo a ogni pena. Perché in fondo è questo ciò che vorrebbe fare Odinn: privare l’essere umano del libero arbitrio e, in tal modo, sollevarlo dalle conseguenze delle sue azioni, intervenendo in modo diretto sugli avvenimenti terreni ed evitando così che l’umanità distrugga se stessa e trascini tutta la creazione del padre degli Dei verso l’annientamento (il Ragnarok). E per ottenere tutto ciò, egli ricorrerà a soluzioni terribili ma, allo stesso tempo, salvifiche e volte a un esito positivo. Leggendo, troverete descritte alcune situazioni che, se davvero si verificassero, imporrebbero all’istante la pace in tutto il mondo e forse vi sorprenderete a pensare, come me, un velato e imbarazzato “magari fosse vero…”. Ma se da un lato reca quasi sollievo l’idea che, in un solo batter di ciglia, un’entità superiore a noi possa risolvere conflitti e problemi che affliggono l’intera umanità, dall’altro si genera il pensiero che, se davvero si verificasse un’eventualità simile, quell’intera umanità sarebbe assoggettata a un volere che non lascerebbe spazio alla libertà, rendendola a tutti gli effetti suddita di un dio-dittatore. È difficile accettare il fatto che il libero arbitrio abbia portato l’uomo a compiere azioni terribili e, troppo spesso, devastanti per se stesso e il pianeta; eppure, allo stesso modo, proprio grazie ad esso abbiamo fatto enormi conquiste intellettuali, scientifiche, civili. Attraverso una storia di pura fantasia, è un po’ come se l’autore ci ponesse di fronte a tale quesito: saremmo disposti a rinunciare alla libertà in nome di un bene (e di una volontà) superiore? O vale comunque la pena essere liberi, anche se ciò significa assumersi la responsabilità delle proprie scelte, nel bene e nel male, affrontando le conseguenze delle azioni compiute? Io credo che Magistrelli abbia una sua risposta, che si potrà comprendere una volta arrivati alla fine del libro. È stato interessante, mentre scorrevo tra le pagine, rendermi conto di come il pensiero viaggiasse parallelamente, seguendo la trama e contemporaneamente il filo della riflessione su questo argomento. C’è un’altra delicata questione che viene trattata in questo libro: il ruolo politico della religione. I veri imputati chiamati al banco non sono i classici “cattivi” ma i quattro principali capi religiosi, responsabili di aver nascosto per millenni la verità (cioè Asgard) con l’intento di guidare i popoli e influire sugli equilibri politici ed economici dell’intero pianeta. Chiaramente siamo nell’elemento fantastico e sappiamo che Odinn e la sua stirpe sono figure mitologiche. Tuttavia, non si può negare che in nome di Dio/Allah, nel corso dei secoli e fino ai giorni nostri, si siano combattute innumerevoli guerre, siano stati compiuti atti grandiosi e al tempo stesso terribili; molte scelte politiche sono state condizionate dalla fede, così come è accaduto per la cultura e le usanze. Che siamo credenti, atei o agnostici, è impossibile negare che le religioni monoteiste (cristianesimo, ebraismo e islamismo) abbiano da sempre avuto enorme influenza sull’umanità. Anche questo è uno spunto per riflettere. In un certo senso è come se il ritorno degli Dei di Asgard sulla Terra costringesse a spazzare via tutti i falsi dogmi, i compromessi e le sovrastrutture per tornare all’origine, alla fede autentica e, con essa, anteporre la salvezza dell’umanità agli interessi materiali. Ed è questa, in fondo, l’essenza profonda della religione, intesa come spiritualità. Anche in questo suo ultimo lavoro, Giovanni Magistrelli si dimostra scrittore talentuoso  e consapevole. Magistrelli domina la scrittura e, con uno stile asciutto ma al tempo stesso ricco e curato, la pone al servizio della storia che si appresta a raccontarci. L’intreccio è lineare, senza cambi di scena improvvisi e frenetici, tanto che a volte si ha l’impressione di essere di fronte a una sorta di “fermo immagine”. Nonostante questo, il ritmo e la tensione sono sempre sostenuti e in perfetto equilibrio, in un crescendo progressivo sapientemente orchestrato. Ennesima prova, questa, della maturità e della bravura dell’autore. Una gradita conferma, quindi, questo “Tempo degli Dei”. Ne consiglio la lettura agli amanti del fantasy e a chi si appassiona agli intrecci in cui si mescolano politica e religione." (Letizia Rossi - del Blog Sogni di Carta e Altre Storie)

Recensioni di GLI OCCHI DI BRYAN

"Ve lo consiglio, "Gli occhi di Bryan" è scritto benissimo e alcuni racconti sono davvero degni di un maestro del thriller! Da acquistare, subito! " (Isabella Fonsati)

"Il libro "Gli occhi di Bryan è stata una piacevolissima scoperta, una serie di racconti pieni di suspense. Scrittura fluida e storie accattivanti, copertina magistrale. Consigliatissimo! " (Marina Superti)

"Davvero piacevole da leggere! L'ho preso incuriosito dal titolo, "Gli occhi di Bryan", ed e' rimasto troppo in coda di lettura, davvero scorrevole e piaveole. Attendiamo il prossimo libro!"(Domenico Martini)

"Racconti preferiti di "Gli occhi di Bryan"? La caccia, San Valentino (ho pianto), La scala e Gli occhi di Bryan, ma sono tutti belli" (Laura Colombo)

"Sto leggendo "Gli occhi di Bryan". Mi piace molto, i racconti sono uno piu' bello dell'altro. Complimenti!" (Giovanna Somaruga)

"Veleggia lontano e con agile prosa la fantasia di Giovanni Magistrelli, traversa l'oceano in cerca di Alfred Hitchcock e di Stephen King e si addentra in un' America del midwest suburbano, in the middle of nothing, dove forze oscure governano la volontà, le capacità ed il destino di individui qualunque, talvolta vittime talvolta carnefici di incredibili avvenimenti.  Non si annoia il lettore travolto e sorpreso dai micidiali meccanismi che agitano gli spiriti ed i corpi di uomini, seppur puntigliosamente dotati di nome e cognome, totalmente banali e sconosciuti perfino a se stessi. Complimenti per "Gli occhi di Bryan" e auguri per la prossima prova!"  (Federico Stoppato)

"Ho ricevuto il suo libro "Gli occhi di Bryan". Essendo molto curioso ho cominciato a leggerlo immediatamente. Complimenti, davvero !  Ricca immaginazione, stile chiaro che spinge a continuare la lettura. Per di più, non essendo l'italiano la mia lingua madre, anche se la capisco perfettamente, sto imparando e migliorando la mia conoscenza della sua lingua. Credo che andrebbero bene per essere trasposti in una serie televisiva." (Christian Dewerchin)

"Volevo dirti che ho letto metà del tuo libro "Gli occhi di Bryan" ma visto che la mia lettura è propedeutica per la notte l'ho momentaneamente lasciato perché poi non riuscivo ad addormentarmi, quindi complimenti: effettivamente i racconti sono inquietanti. Quello che mi è piaciuto di più per ora è stato "Ombre" mentre quello che non mi ha fatto dormire è stato il racconto "Onoranze funebri." (Cristina Ciceri)

"Anche se non è il mio genere, ho trovato "Gli occhi di Bryan" originale, fantasioso e curioso." (Laura Vellani)

"Ho letto il libro di Giovanni "Gli occhi di Bryan" e mi è piaciuto molto. Ho deciso di comprarlo attirato dalla copertina e dal titolo. A me personalmente piacciono i racconti e questa è stata quindi una cosa che mi ha attirato. E' un libro che si legge velocemente, scritto in modo molto scorrevole, mai noioso o prolisso, nel complesso l'ho trovato molto piacevole. I miei complimenti a Giovanni e aspetto il prossimo." (Paolo Lombardi)

"Ho letto "Gli occhi di Bryan" con piacere è l'ho trovato molto "Edgar Allan Poesco" (è un complimento!). Acquisterò e leggerò sicuramente anche il prossimo."(Francesco Barbieri)

"Conosco Giovanni di persona e lo stimo tantissimo. Il suo primo libro "Gli occhi di Bryan" è a dir poco eccezionale. Fantastico. Questo libro è ricco di suspense e di colpi di scena eccezionali. Mi ha entusiasmato tantissimo. Hai risvegliato in me la voglia di leggere. Complimenti. Non vedo l'ora di tuffarmi nella lettura di Il Tempo Degli Dei. Sicuramente ne resterò estasiato. Grazie Giovanni."(Jason Piazza)

Recensioni di I VOLTI DELL'APOCALISSE

"I volti dell' Apocalisse " ... questo nuovo romanzo è spettacolare! Pieno di suspense e adrenalina, un vero capolavoro thriller. Complimenti!!!!" (Laura Colombo)

"Libro magico. Ieri ho ricominciato a leggerlo e oggi l'ho finito nonostante le 400 pagine. Un'emozione continua. Un libro speciale che rimane nel cuore." (Isabella Fonsati)

"I Volti Dell'Apocalisse. Un destino non facile per l'ex ispettore di polizia Ribe Daverio. Una serie di delitti, terrorismo, una storia d'amore. Questo libro  mi ha tenuto incollata tra le righe. Anche se non è il mio genere, mi è piaciuto molto e ne consiglio la lettura. Complimenti Giovanni! Veramente una bella storia. Siamo tutte un pò Ribe, in fondo." (Imma Di Lorenzo)

"Gli aspetti peculiari dell’ultima fatica letteraria di Giovanni Magistrelli sono emersi fin dalle prime battute. L’imprevedibilità dell’intreccio, la tensione costante e l’importante messaggio esistenziale che il romanzo veicola. L’enigmatica e intrigante eroina, protagonista del libro, l’ex Ispettrice di Polizia Ribe Daverio, è il ritratto di una donna che agisce sempre e comunque per amore di giustizia. Lo stesso senso di profonda giustizia che pare guidare le mani dell’assassino. Una figura misteriosa la cui sofferenza emerge fin dalle pagine iniziali di quello che sembra essere un diario-confessione. Il romanzo è contraddistinto da una particolare struttura narrativa caratterizzata da un’alternanza strutturale in prima e in terza persona. La prima persona connota le pagine diaristiche le quali si contrappongono a un racconto narrato in terza persona che identifica il resto della narrazione. Una dicotomia che evoca i due aspetti estremistici della vita: il Bene e il Male. Bene e Male che nel romanzo di Magistrelli, secondo nel suo percorso letterario dopo il successo di “Il tempo degli dei”, non sono chiaramente contrapposti. Non vi è, quindi, un netto confine tra questi due elementi estremi. Un romanzo in cui il Bene e il Male si confondono, dal quale emerge il ritratto di una donna che non tradisce mai se stessa e che riesce ad essere positiva anche nella sua negatività. Un particolare plauso va all’autore il quale, con indubbia efficacia, è riuscito nel complesso compito di calarsi negli scavi più profondi della psicologia femminile riuscendo a rappresentare un personaggio che si contraddistingue per la sua originalità. E originale è anche il ritratto della città di Milano che emerge dalla penna dell’autore. Una Milano osservata nei suoi lati più inquietanti e misteriosi. Un libro che si legge come un film e che si vive come la realtà in quella che sembra essere una metafisica dell’anima." (Stefania Romito)

"I Volti dell'Apocalisse è un romanzo avvincente e non scontato. La trama coinvolge, i tratti dei personaggi sono ben delineati, Milano è riconoscibile. Ho molto apprezzato il doppio binario delle narrazione e non penso che la possibilità di un attacco terroristico come quello descritto, magari in scala più limitata, sia molto lontano da una possibile e non troppo remota realtà. Avrei forse limitato i battibecchi tra i due protagonisti e le considerazioni politiche e morali concentrandomi più sul lato dell'intreccio che però è ben orchestrato. Un libro che si legge volentieri e a tratti sembra la trama di un film."(Cristina Ciceri)

"Libro finito. Devo dire che stavolta mi è proprio piaciuto. E' nel mio stile. Pensavo un finale diverso. Ma comunque bello."(Stefano Tronconi)

"Tra tutti i thriller che ho letto, questo è uno dei più avvincenti, ricco di suspence ed emozioni, con una trama intrigante, un libro che si legge tutto d'un fiato , ti tiene incollato al testo dalla prima all'ultima pagina, lo consiglio vivamente. Complimenti all'autore!!" (Marina Superti)

"Esplodono passioni violente e le loro conseguenze ricadono sui personaggi del nuovo libro di Giovanni Magistrelli “I volti dell’Apocalisse”. Nemesi, dea della vendetta, della collera, dell’indignazione, colei che distribuisce una giustizia che compensa i torti subiti, vola sulle pagine di questo thriller appassionante dove un feroce assassino porta a compimento la sua serie infernale ispirandosi ai gesti dei sette Angeli dell’Apocalisse. La protagonista, ex ispettore di polizia espulsa dopo un omicidio, è Rigoberta “Ribe” Daverio, una donna anticonformista e libera, che non viene a patti con i suoi principi di giustizia, anche se questi la mettono fuori dalle regole. Le sue intuizioni condurranno verso la giusta via il commissario Stefano Sanna che dirige l’azione. L’assassino si racconta nelle pagine del diario: rivela i particolari dei suoi raccapriccianti delitti, la lucida follia che lo spinge all’azione più cruenta, piange il suo inestinguibile dolore. Amore e odio portati agli estremi: difficile condannarlo, nonostante i suoi crimini, difficile districare il Bene dal Male giudicando le sue colpe. Un feroce progetto, più vasto, coinvolge i due poliziotti in una storia che procede in parallelo all’indagine sul killer dell’Apocalisse, una doppia indagine, una corsa contro il tempo per fermare una seconda Apocalisse: Ribe e Stefano, che all’inizio devono fermarsi davanti all’incomprensibile, si divideranno poi il compito di trovare la soluzione ai due enigmi fino alla catarsi finale che avrà il compito etico di pulire la città, e simbolicamente il mondo, da ciò che inquina la società attuale, dalla politica corrotta all’economia dominante, dalle religioni che ottenebrano le menti alle ingiustizie. Sullo sfondo una Milano descritta nei dettagli da chi la conosce bene: l’azione si svolge rapidissima e incalzante percorrendo le vie della città. “I volti dell’Apocalisse”, un libro coinvolgente, che dispiace lasciare per dedicarsi ad altre occupazioni, che si legge senza scollare gli occhi dalle pagine dove una prosa scorrevole e veloce, dal ritmo che toglie il respiro conduce fino all’esplosivo finale: meglio prendersi alcune ore di relax in poltrona, senza essere disturbati per districare il doppio enigma. Non ci sarà un sequel dopo questo finale, il cerchio si chiude senza sospesi, la Nemesi ha lavato il mondo e apre alla nuova vita che nascerà. Dopo il thriller “Il tempo degli dei”, altrettanto appassionante, Giovanni Magistrelli ci regala di nuovo un libro di valore: siamo in attesa del prossimo, che è già in cantiere!"(Tiziana Viganò)

 "I volti dell'Apocalisse di Giovanni Magistrelli. Ho letteralmente divorato questo thriller!!!! Mi ero incuriosita leggendo la trama ma mai mi sarei aspettata un contenuto così bello, meraviglioso.... Un thriller dal ritmo incalzante, una storia che tiene col fiato sospeso, fino alla fine! Ho adorato la protagonista, l'ex ispettore di polizia Ribe, donna dalle innumerevoli qualità. Ma ho parteggiato anche per il killer! La storia ambientata a Milano è ben pensata, ben scritta e articolata. Per niente scontata. Un thriller che non si dimentica, sono rimasta incollata a questa storia che mi ha fatto emozionare tantissimo. Non posso entrare in dettagli perché non voglio anticipare nulla, ma per gli amanti di gialli/thriller questo romanzo è imperdibile. Io non lo dimenticherò, un thriller degno di nota. E poi come si fa a dimenticare un thriller che è riuscito ad emozionarti fino alle lacrime?! Impossibile. Consigliato vivamente. Provare per credere. Grazie Giovanni!" (Giusy Sicari)

 "Ho letto “I volti dell’Apocalisse” in pochi giorni perché la storia è veramente avvincente: intreccio ben costruito, tempi giusti e personaggi non banali. Ribe è la protagonista assoluta, un po’ dura, sembra voler mantenere sempre una certa distanza dalla sua stessa vita. Ma non può sottrarsi all’amore: nei confronti di un uomo, per la vita che vince anche nelle situazioni più estreme, per la giustizia.. Complimenti Giovanni, un bel libro da leggere tutto d’un fiato!" (Tiziana Serini)

 "“Nulla di quello che c’è là dentro ha a che fare con il diavolo. Non esiste il diavolo. È solo uno specchio per nascondere la malvagità del genere umano.”Interessante, vero? Un bel punto di vista sull’esistenza del diavolo, che tanto spesso è servito a deresponsabilizzare il genere umano dal prendere coscienza che l’impulso a fare il male e a distruggere è all’interno del suo animo, e non proviene da un non ben identificato spirito abbigliato con forconi, zoccoli, coda e profumato di zolfo. E’ una delle tesi che riposano nascoste al di sotto dell’ultimo libro di Giovanni Magistrelli, I volti dell’apocalisse. E’ il suo terzo libro, dopo una produzione narrativa varia e di lungo esercizio: la scrittura, per Giovanni, è un amore di ragazzo portato avanti con cura, anche se non sempre in modo costante. La sua passione è visibile nella struttura complessa di questo libro, dedicato ad esplorare l’Apocalisse nei suoi volti, sia pubblico, sia privato. L’apocalisse e l’inferno, per quanto nascosti e tenuti accuratamente a bada, con fatica, esistono nella vita dell’ex-ispettore di polizia di Milano Rigoberta Daverio, detta Ribe. Bella, forte, intuitiva e brillante, vede la sua vita privata e lavorativa spezzarsi un maledetto giorno di tre anni prima, quando un nigeriano s’introduce in casa e uccide la madre di lei, forse per una rapina degenerata. Ribe non riesce ad arrivare in tempo per salvarla, ma si scontra con il suo assassino in modo feroce, disperato. Il trauma risulta nella sua perdita dell’amata madre e del distintivo di poliziotta. Tenace e combattiva, Ribe si ricostruisce una vita come investigatore privato, e sprangando la porta degli affetti, tenuti sempre al grado superficiale di poche notti di divertimento e via. I suoi legami con la polizia, tuttavia, non sono completamente tagliati, poiché il commissario Stefano Sanna, suo ex-superiore, è diventato anche il suo amante saltuario. Pochi passi dopo l’entrata nel libro, quando conosciamo Ribe e la sua routine, siamo già di fronte ad un cambiamento. Alla voce dell’autore che descrive, si alterna quella personale di un diario, tenuto da qualcuno che parla con strazio della perdita del suo amore, e della sua ferma, fermissima intenzione di vendicarsi di coloro che gliel’hanno portato via. Non c’è firma, sotto le parole di delirio, se non la citazione di un versetto dell’Apocalisse di Giovanni. Non dobbiamo attendere molto, per vedere un collegamento tra questa voce che non conosciamo, e che non appartiene a Ribe, e alcuni fatti di cronaca particolarmente cruenti. Uno psicologo affermato e rispettato viene ritrovato cadavere nella sua macchina nell’hinterland milanese, con chiari segni di tortura e un foglietto con queste parole: “Partì il primo angelo e versò la sua coppa sopra la terra; e si formò una piaga cattiva e maligna sugli uomini che recavano il marchio della bestia e si prostravano davanti alla sua statua.” (Apocalisse, 16:2) E tanto per lasciare pochi altri dubbi, il marchio 666 inciso nella carne dell’uomo. Niente di questo omicidio è consueto, mentre tutto richiede molta attenzione e concentrazione: per questo motivo, l’esasperato commissario Sanna coinvolge Ribe in maniera ufficiosa nelle indagini su questo caso. La pressione sulla polizia per trovare il colpevole è già ai massimi livelli, e gli organici degli inquirenti non riescono a star dietro a tutto. Ribe, con il suo talento investigativo e la sua intelligenza acuta, si rivela necessaria, anche se esiste il trascurabile ostacolo che lei non dovrebbe più avere il distintivo… ma è qualcosa che si aggira in fretta, e il commissario dà il suo avallo. La situazione è delicata, l’omicidio è efferato, la criminalità non si riesce ad arginare: c’è bisogno di tutte le forze in campo, e al diavolo i cavilli burocratici! Ribe accetta di aiutare nelle indagini, alle sue condizioni, e da quel momento si trova coinvolta in una vicenda sempre più complessa e sempre più torbida. Gli omicidi salgono di numero, con modalità diverse ma sempre cruente e sempre sottolineate da un versetto dell’Apocalisse. Questi non sono casi isolati. Esiste una serialità. Ribe e Sanna rabbrividiscono, al pensiero che gli angeli dell’Apocalisse sono sette… Non è tutto qui. Magistrelli parla di “volti” dell’apocalisse, e quello su cui si affaccia Ribe, è solo uno. Parallelamente a questa vicenda, in cui l’ex-ispettore si lancia sulle tracce di questo assassino seriale, assistiamo all’arrivo in città di due giovani arabi. Fanno di tutto per confondersi, pur essendo nervosi, quasi emozionati. Devono incontrare qualcuno. Qualcuno che deve guidarli in un progetto grandioso, di quelli approvati da Allah, con lo scopo di rieducare e sottomettere un Occidente impenitente, infedele, peccatore, colpevole di tutto il Male che imperversa sul pianeta. Incontreranno una guida d’eccezione, una leggenda, un inafferrabile spietato, freddo e determinato fuori dal comune. Mentre Ribe e Sanna braccano l’assassino fino ad afferrarlo, i due arabi si uniscono ad una cellula di terroristi che mette a punto il suo piano per far piombare Milano in una follia senza ritorno. Cosa succederà, in concreto? Chi si salverà? La risposta è tutta nel libro, non temete! Non la troverete qui, ma un invito a leggere questo romanzo, sì. Rivolgetevi a queste pagine se amate i thriller con punte di gotico e un pizzico di soprannaturale, ma con i piedi ben radicati per terra. Le vicende narrate sono ispirate ad alcuni documenti e situazioni reali, quelle che fanno parte del nostro horror quotidiano e che riguardano le famiglie problematiche, con separazioni e divorzi talmente traumatici da aver ripercussioni brutali sui membri più giovani. E non solo dal punto di vista personale, ma l’horror più puro e stordente si raggiunge quando entra in scena la macchina burocratica. Non vi dirò altro, ma prestate attenzione quando leggerete di certe vicende narrate nel libro. Il terrorismo, che qui ha preso i colori di un certo lato di fede islamica, si è infilato molto profondamente nel tessuto delle nostre vite. Non ripeterò qui i nomi delle città europee che recentemente sono state colpite dalla follia malata, ormai fanno parte della nostra concreta storia recente. Ed è un tipo di dimensione con cui dobbiamo anche fare i conti, se ci soffermiamo a pensarci. Non ne siamo fuori. Non è un prodotto di fantasia, questo. Le difficoltà in cui versano le Forze dell’Ordine in Italia sono anche molto note. Spesso si tratta di una vera gara al fulmicotone tra il crimine e chi vuole arginarlo, con un dispendio e un coinvolgimento di energie enormi. Non c’è molto di consolatorio, in questo libro. Giovanni Magistrelli ha preso alcune realtà horror molto concrete e talvolta anche poco conosciute, e le ha ampliate e arricchite con la sua inventiva e il suo stile asciutto e preciso, restituendo uno spaccato di vita molto credibile e che potrebbe persino manifestarsi. Per quanto le vicende raccontate non siano leggere, ho chiuso il libro con un senso di compiutezza e di leggerezza: è vero che non c’è consolazione, e il finale è a dir poco dirompente, ma la storia si è dipanata con credibilità, dinamismo ed energia, tipici di quelle narrazioni efficaci e ben costruite." (Loredana Gasparri)

 

"I volti dell’apocalisse è un bel romanzo. Scritto bene, con una prosa scorrevole, pulita, forse un pelino prolissa ma sono gusti personali. Un killer si aggira indisturbato per le strade di Milano. Un assassino feroce che uccide seguendo i versetti della Bibbia, in particolare quelli del libro dell’Apocalisse di Giovanni. Ogni versetto, un delitto. E vi assicuro che le scene descritte da Magistrelli sono davvero cruente. Su questa scia di sangue e violenza comincia a indagare il commissario Sanna, uno sbirro scoglionato con un altissimo senso della giustizia. Sanna si sente solo, non adeguatamente supportato dal sistema giudiziario, con pochi mezzi a disposizione, pochi uomini, poco entusiasmo. Per questo motivo coinvolge nelle indagini un ex poliziotto, una bella figa che risponde al nome di Ribe Daverio, una donna in gamba con un passato burrascoso alle spalle. Eppure il suo aiuto e le sue intuizioni saranno fondamentali e metteranno la polizia sulle tracce del serial killer. A complicare le cose, però, la minaccia incombente del terrorismo islamico incarnato ne La Mano di Fatima, il capo di una cellula impazzita che medita la totale distruzione della città milanese. Ci riuscirà Ribe a bloccare il serial killer fanatico religioso? Riuscirà Sanna a scongiurare la tremenda minaccia terroristica che sta per abbattersi su Milano? Ovviamente non ve lo dico perché dovete comprare assolutamente questo libro. Sì perché questo romanzo ha un ritmo narrativo altissimo che difficilmente annoia il lettore. Magistrelli è bravo a imbastire un canovaccio articolato, finanche complesso, dove il messaggio, neanche sotto traccia, è incredibilmente attuale. Magistrelli ci parla di giustizia. Quella giustizia tanto cara a Sanna eppure così crudele e imperfetta. Quella giustizia la cui sete muove le mani assassine del serial killer. Quella giustizia che Ribe vorrebbe trasformare in giustizialismo. Lo stesso che muove la mano assassina dell’estremismo islamico che tanto ci spaventa. Magistrelli non ci dà delle risposte ma pone delle domande che possono anche risultare scomode. Io mi sono davvero chiesto come avrei reagito se avessi subito le stesse, tremende cose subite dal serial killer. Mi sono chiesto cosa avrei fatto al posto di Ribe, quale scelta avrei preso nel momento cruciale del libro. Poi mi sono dato anche una risposta, che tengo per me ovviamente perché rischierei di spoilerare un libro che merita di essere letto. Che dire, Magistrelli è solo all’inizio eppure ha tirato fuori un buon prodotto. Il fatto bello è che può sicuramente migliorare, di questo ne sono certo. In bocca la lupo Giovanni. Sentiremo parlare di te." (Vincenzo Carriero)

"Libro fantastico. Complimenti !!!!!" (Elisa Pannofino)

"Ciao Giovanni, ho finito da poco la lettura dei volti dell'Apocalisse. Non posso che esprimere un giudizio positivo per un libro che non mi ha mai annoiato e che con le giuste tempistiche mi ha portato verso un finale "apocalittico" e inaspettato. Ho apprezzato anche come hai incastrato storie "parallele" lungo il filone principale degli omicidi compiuti da "Apocalisse": la vicenda amorosa tra Sanna e Ribe e i progetti terroristici di Khamsa e Mahdi Ahmad legati comunque motivati da passati personali di un certo tipo.  Grazie però non solo per questa storia avvincente; grazie anche perchè hai ravvivato la mia consapevolezza  per le minacce reali che gravano sulla vita di tutti noi europei e che forze di sicurezza non sufficienti e poco finanziate cercano di contrastare con grande impegno... nonostante politici incapaci e magistrati autoincensanti e autorefenziali." (Eric Carminati)

"Padroneggia, Magistrelli, tutti gli elementi che compongono l'arsenale del romanzo noir.Ambientata in una Milano respingente e crepuscolare la narrazione procede, tramite il dialogo continuo tra i personaggi, addentro a un plurimo mistero che si infittisce fino alla catastrofe finale, che lascia al lettore solo una pallida luce di speranza.Sono presenti da protagonisti tutti gli elementi della cronaca quotidiana che lampeggiano  ogni giorno dalle cronache ad alimentare l'inquietudine del tempo d'oggi.La lettura scorre rapidamente dall' inizio alla fine e non ci si annoia di certo.Complimenti!" (Federico Stoppato)

"I volti dell’apocalisse. Mi è piaciuto. L’ho letto tutto in un giorno, tutto ‘un fiato. E devo dire fino alla fine ha tenuto viva la mia curiosità. Il tuo modo di scrivere  e il “montaggio”  dei capitoli danno un ritmo  portano  e fanno entrare subito e con efficacia nella storia. E tutto subito cinematografico, e mi piace. Un pò slegata la questione terrorismo,  non forte come la storia principale. Arriva un pò a sorpresa. La minaccia terrorismo incombente non mi è bastata. Forse perché mi aspettavo Ribe ancor più protagonista. A quando il prossimo libro dell’ispettore Ribe?" (Giulio Braga)

"Sono un vorace lettore di triller da sempre…e in tutta modestia non mi mancano i termini di paragone per attribuire a “I VOLTI DELL’ APOCALISSE” di Giovanni Magistrelli almeno lo stesso carattere di romanzi di autori ben più conosciuti anche in ambito internazionale.“I VOLTI DELL’ APOCALISSE” è uno di quei romanzi che quando superi la metà ti spiace perché sta per finire… Belle le due storie in contemporanea ciascuna con un gran pathos e che fino alla fine non immagini come si toccheranno..
Pregevole l’ambientazione in una Milano così…vera… così …Scerbanenco… e poi un finale davvero non banale… Bravo Giovanni!! A quando la prossima storia di Ribe???" (Rodolfo Re Fraschini)

"Volevo farti i complimenti per il tuo libro,molto bello avvincente e quando cominci a leggere non vorresti mai smettere. Pensa che l'ho letto in 4 giorni." (Anna Luisa Colombo)

"Bel giallo con approfondimento psicologico dei personaggi. Scritto da un autore italiano é ambientato a Milano . L'unico appunto che posso fare é per me abituata ai gialli americani troppo lento, anche se rispetta le regole dei classici gialli. Quindi come nella tradizione finale a sorpresa. Per chi ama i giallisti italiani lo consiglio assolutamente." (Elena Ursula)

"Carissimo Giovanni!Ho terminato in questo momento la lettura del tuo libro! Me lo hai inviato con una bellissima dedica che diceva: A Susy per cercare la Ribe che c'è in te"".. Ebbene ; ho divorato in due giorni questo libro! Ricco di colpi di scena in ogni pagina,carico di suspense e scritto con tale maestria da rimanerne esterrefatti! Ho amato Ribe sin dall' inizio del libro e via via sempre di più!
Se al mondo ci fossero più persone come Ribe saremmo tutti più fratelli! Una grande donna ....un grande talento! Un thriller che mi ha commosso. Grazie Giovanni e ancora complimenti! PS...Non so se riuscirei ad essere come Ribe." (Susy Facheris)

 "Questo è un thriller che una volta che si prende in mano si fa fatica a lasciare. Ti prende e ti cattura subito alla prima pagina, presentandoci subito la colonna portante di tutta la storia: Ribe ex poliziotta, una donna libera, indipendente, sopra le righe a volte, ma che si porta dietro un dolore immenso. La vita di Ribe cambia drasticamente il giorno in cui trova la madre in un bagno di sangue, assassinata da un uomo di colore che si era introdotto in casa sua. La furia cieca e le provocazioni dell’assassino di sua madre le fanno perdere la testa per questo viene estromessa dalla polizia. Ribe continua ad avere al suo fianco il Commissario Stefano Sanna, suo ex capo e amante, che, conoscendo le straordinarie doti investigative della ragazza, chiede il suo aiuto per un caso decisamente spinoso. Da qui si dipana la trama del romanzo, che scorre su binari diversi che si sfiorano più volte fino a congiungersi alla fine del romanzo. Da una parte abbiamo il delirante diario di una persona disperata, che sta programmando una serie di omicidi per vendicare qualcuno che le è stato tolto ingiustamente, la sua fonte d’ispirazione risiede nei versetti dell’Apocalisse di San Giovanni. Ed è proprio su questo Serial Killer denominato Apocalisse dai giornalisti milanesi che Ribe si trova ad indagare in modo ufficioso per aiutare il commissario Sanna, oberato di lavoro al commissariato e sempre sotto organico. Ma nello stesso tempo c’è un’altra minaccia che incombe su Milano, quella del terrorismo di matrice Islamica, su cui si concentra gran parte del lavoro del commissariato di Sanna. Si tratta di un thriller decisamente attuale che tratta temi che ci troviamo ad ascoltare ogni giorno al telegiornale: le difficoltà delle forze dell’ordine a far fronte a tutte le minacce che provengono sia dalla criminalità interna che dal terrorismo internazionale, i gesti disperati di chi in un attimo perde la cosa più preziosa della sua vita, ma anche aspetti più intimi, come il rapporto tra una donna complicata come Ribe e un uomo un po’ d’altri tempi come Sanna. Tutte le anime di questo romanzo si fondono in un gioco perfetto, in cui i tasselli si incastrano in modo sapiente e riescono a mantenere sempre alta l’attenzione del lettore. Il tutto scritto con un linguaggio moderno e accattivante, sicuramente vicino al nostro modo di comunicare. La lettura di questo thriller per me è stata molto breve, perché una volta entrata nella dinamica del romanzo ho avuto subito la curiosità di arrivare in fondo e scoprire l’identità e le motivazioni di Apocalisse, che vengono svelate solo alla fine, senza lasciare immaginare troppo durante la lettura… ovvero si possono fare mille ipotesi, ma (almeno per me) la verità arriva inaspettata. Ho trovato I volti dell’Apocalisse un ottimo thriller, sicuramente da consigliare!" (Ilenia - Blog La Lettrice Itinerante)

"Libro veramente bello, scritto in maniera molto chiara, lo si legge con molta fluidità. Anche se si interrompe la lettura per qualche tempo, quando la si riprende, tutto ritorna in mente con semplicità. Bello l'intreccio di storie diverse all'interno del thriller, omicidi seriali, amanti, terroristi, estremisti, investigatori... Meglio che mi fermo altrimenti vi racconto tutto. Quando ho finito di leggere il libro ero dispiaciuto, avrei voluto che non finisse mai. Complimenti. E' proprio vero, la giustizia ha diverse facce. Con grande stima." (Jason Piazza)

"Beh, che dire? Complimenti!!! Bella storia! Bravo Giò! Al prossimo libro." (Nina Fontana)

"Chi ha la pazienza di leggere i miei appunti sa benissimo che le mie recensioni hanno poche parole sulla trama, ma sensazioni. Quelle sensazioni che la lettura del libro mi ha lasciato, quegli agganci che durante la lettura mi sono venuti a trovare. Questo è anche un libro disturbante come ho avuto l’occasione di dire anche all’autore. Disturbante perché ci mette davanti a delle domande, senza darci in apparenza una risposta (anche perché è cosi chiara che non c’è verso di non vederla), facendoci immedesimare in ognuno dei personaggi. Personaggi che non sono mai completamente bianchi o neri, ma navigano sempre in quella zona di grigio che porta con se percentuali maggiori o minori di bianco e di nero. Ci sono uomini e donne a cui sono stati estirpate le persone più amate. Tutti questi personaggi cercano giustizia e vendetta per il torto subito. Questo ci porta subito davanti al primo interrogativo … Cosa avremmo fatto noi nei panni di Ilaria Cucchi, Patrizia Moretti, nei parenti delle vittime del Bataclan, Davide Zaccarelli? Avremmo accettato l’accaduto, avremo lottato con i mezzi etici e legali che la legge ci mette in mano o ci saremo fatti abbagliare dalla rabbia e dalle voglia di vendetta?L’attualità mi concede un’altro esempio: a Firenze c’è una 18enne senegalese che nel 2011 si è vista uccidere il padre naturale da un estremista di destra, e un paio di giorni fa si è vista uccidere anche il padre adottivo … anche in questo caso da un italiano che voleva uccidersi ma non avendo avuto il coraggio di farlo ha deciso di sparare ad un ambulante senegalese. Bene Quanta rabbia avrà in corpo quella donna? Quanta voglia avrà di perdonare i due uomini che le hanno portato via i due padri ? Quanta rabbia ceca avevano i due pistoleri per arrivare a sparare a delle persone inermi ?IS THIS THE LIFE WE REALLY WANT?Se non iniziamo ad essere TOLLERANTI con noi stessi e poi con gli altri non riusciremo mai a scacciare I VOLTI DELL'APOCALISSE. Chi sono i volti dell’apocalisse ognuno se li deve trovare dentro di se.PS: è un giallo, c’è un serial Killer, un indagine, un poliziotto, una poliziotta, un po’ di terroristi …….la bibbia e il corano e le loro estremistiche letture." (Alberto Tonelli)

"Nella Milano impegnata nella lotta al crimine si intrecciano tre storie importanti, nelle quali la sofferenza e l’ignoto la fanno da padrona. Ho fatto il tifo, fin dall’inizio, per un personaggio fuori dal comune, una donna: Ribe, un ex ispettore di polizia che ha alle spalle una vicenda dolorosa, che vive il presente senza legami apparenti e che sfrutta la sua bravura a capire le persone per fare un lavoro ingrato, l’investigatore privato. Ribe ha una visione della vita che potrebbe essere definita cinica o disfattista, secondo il mio parere lei è una donna con i piedi per terra che, conoscendo la realtà della vita che la circonda, riesce ad isolare la verità e a prevedere un possibile futuro. Chiamiamolo pure pessimismo, ma io ci vedo solo riflessioni sulla realtà. Ed è proprio questa sua capacità, il vedere le cose per quello che sono, che convince il commissario Sanna ad interpellarla quando ci sarà un problema veramente grande per la Polizia di Lambrate. Sanna è l’unico uomo con cui vada a letto Ribe, ma Stefano non è l’unica persona ad entrare nella vita sessuale di lei. Si susseguono anche varie donne che non hanno nessun legame sentimentale con la ragazza, un passatempo per Ribe che non le considera storie serie. Ribe sarà la prima a scoprire la via per indagare su un possibile Serial Killer che si aggira per Milano e dintorni: Il Killer dell’Apocalisse.Del Killer noi abbiamo a disposizione il diario, per poter capire chi sia e come sta agendo. Un profondo dolore muove le sue azioni ed una perdita, di un amore grande, per la quale non è stata resa giustizia. Alla storia fra Stefano e Ribe e alla storia del Killer dell’Apocalisse si aggiunge una variabile che rende il libro ancora più imprevedibile: una cellula terroristica che sta preparando un grosso attentato a Milano. Fermiamoci all’antefatto, però, essendo un Thriller non vorrei togliere la curiosità di scoprire ogni singolo particolare… È una storia che ho gustato, nella quale ho provato a fare del mio meglio per aiutare i protagonisti a scoprire chi fosse il Killer, nella quale ho fatto il tifo per la mia Ribe che non mi ha affatto deluso in ogni decisione che ha preso, nella quale sono sprofondata fino a notte fonda per raggiungere la fine, la soluzione di tutto. Un finale che non avrei mai voluto raggiungere per molti motivi, ma che non ha deluso le mie aspettative, quindi: Grazie a Giovanni per avermi fatto conoscere tutti i personaggi di questa storia. Ma il grazie più grande è per avermi fatto conoscere Ribe Daverio che ho amato fino all’ultima riga e oltre." (Elettra - Blog Libri Magnetici)

"Ho appena terminato la lettura de ‘I volti dell’Apocalisse’ e ho voluto subito esprimere il mio parere. Non sono mai stata una persona che va per ‘generi’, perché se un libro è scritto bene, allora è il mio genere. E questo libro decisamente lo è. Non mi sono staccata un solo secondo, ho portato la copia con me ovunque e fatto le ore piccole. Non intendo dilungarmi in spoiler perché ogni singolo particolare è rilevante per la chiave di lettura e non vorrei corrompere l’approccio di un nuovo lettore. Ogni personaggio mi è entrato nel cuore, ma Ribe...Ribe è indimenticabile.
Grazie Giovanni e con tutto il mio cuore complimenti."(Verdiana Rigoglioso)

"Ho preso questo libro a una presentazione e non ne sono rimasta delusa. La protagonista, l'ex ispettrice Ribe è molto sensuale anche per una lettrice e il suo carattere è un perfetto equilibrio tra maschile e femminile. Il suo passato la porta ad avere una certa sfiducia per le istituzioni e a compiere le indagini in modo non convenzionale. Si vede che è stata scritta da chi conosce Milano in tutte le sue sfaccettature. Un forestiero ambienterebbe tutto a piazza duomo o al castello mentre invece parli di via Padova, piazzale Loreto, idroscalo, villaggio dei giornalisti ecc. L'autore è riuscito a catturare il fascino e la pericolosità della Milano notturna -l'assassino dell’Apocalisse uccide le sue vittime seguendo i passi dell'Apocalisse di San Giovanni, e lo fa in modo spettacolare. Viene proprio la curiosità di sapere come ucciderà la prossima vittima, e l’esecuzione non delude mai. il finale è perfetto (non spoilero) soprattutto perchè si discosta molto dai soliti clichè del poliziesco. E' un finale che non ti aspetti." (Andreina Grieco)

"Milano, quella dei nostri giorni. Con le sue metropolitane affollate, il centro pieno di vita e di lusso, le periferie squallide, le vie isolate, dove andare in giro da soli la sera è una cosa poco saggia. Milano, talmente grande e brulicante di gente che il singolo individuo, immerso nella moltitudine, sembra scomparire. Milano: la città ideale per chi vuole nascondersi e diventare invisibile, ed è esattamente questo che fanno i tre personaggi principali di questo libro.Si nasconde Ribe (diminutivo di Rigoberta) Daverio, che, dopo essere stata costretta a rinunciare a una promettente carriera come ispettore della polizia, si guadagna da vivere pedinando nell’ombra mariti, mogli o fidanzati sospettati di tradimento. Si nasconde Kamhsa, la “Mano di Fatima”, Jihadista che sta progettando e organizzando, insieme a una numerosa squadra di uomini fedeli, un attacco terroristico senza precedenti. E si nasconde un assassino spietato e crudele, che dà inizio a una mattanza firmando ciascun omicidio con un versetto tratto dall’Apocalisse di San Giovanni stampato su un foglio lasciato sul luogo del delitto, la sua vera e propria firma. Ma non è solo l’essere invisibili nella moltitudine ad accomunare i tre personaggi: c’è anche la perdita, il dolore atroce del distacco che fa da combustibile principale e fa divampare il fuoco delle azioni, anche le più deplorevoli. Magistrelli ci fa piombare da subito nel dramma interiore che logora l’assassino, dandogli la parola già nel primo capitolo attraverso l’espediente delle pagine del diario personale. Siamo affacciati sull’abisso di dolore che si porta dentro e dal quale è scaturito il suo piano, la vendetta spietata che ha progettato meticolosamente e che metterà in atto senza pietà. Anche Ribe ha il suo abisso nel cuore: una tragedia che le ha strappato la madre e nell’ambito della quale si è giocata la sua carriera e un futuro assicurato, per non essere stata capace di controllare la sua impulsività. Ma Ribe è anche dotata di un intuito e una sensibilità unici. È per questo che il commissario Stefano Sanna, suo ex superiore (e non solo), la coinvolge nell’indagine  sui delitti dell’Apocalisse. E mentre avviene tutto ciò, prende forma il piano orribile della Mano di Fatima sostenuto dal suo braccio destro Mahdi Ahmad, anch’egli lacerato dal dolore, mai spento, di una perdita incommensurabile. La maestria con cui l’autore “gioca” con i suoi tre fili è notevole. Alternando i punti di vista narrativi sentiamo che ogni storia sta seguendo una sua evoluzione e tutte e tre procedono su binari paralleli e indipendenti, eppure c’è una tensione impalpabile, non certo dovuta semplicemente al procedere delle indagini, che ci lascia inquieti. Al termine di ogni capitolo, quasi timorosi, ci chiediamo che cosa si stia preparando ad accadere nelle pagine successive. Così, se per i primi due terzi del libro tutto sommato la narrazione procede con un buon ritmo ma senza farci troppo sobbalzare, l’ultima parte è quella dove tutti e tre i capi dei fili iniziano ad annodarsi tra loro. C’è sempre meno spazio per respirare… e non è solo una metafora, la mia. Quando i miei occhi sono scivolati sull’ultima riga di questo libro, solo in quel momento mi sono accorta di quanto tempo ho trascorso in apnea leggendolo, prima di arrivare al finale, senza riuscire a staccarmi dalle pagine che ho divorato una dopo l’altra. Se la storia funziona così bene è anche merito dei personaggi, ben costruiti e niente affatto scontati. Ho amato tantissimo Ribe, protagonista indiscussa. Volitiva, testarda, nasconde la sua immensa fragilità e la sua femminilità dietro una maschera dura, fredda e poco incline al sentimentalismo. Eppure, nel corso della vicenda, imparerà ad accettare anche la sua parte più “debole”, che in realtà si dimostrerà la più forte, al contrario delle sue convinzioni-, trovando in essa la risorsa definitiva per risolvere il caso e per superare i traumi del passato. Complessa e ricca di sfaccettature la figura dell’assassino, non il semplice “cattivo” da abbattere e sconfiggere ma individuo da comprendere in profondità e con il quale, anche attraverso le pagine strazianti del diario, non potremo fare a meno di empatizzare. Ben caratterizzato anche Kahmsa, che incarna tutto ciò che di terribile e spietato immaginiamo possa albergare nella testa e nel cuore di un terrorista e che ci fa davvero paura. Mahdi Ahmad è anch’egli un personaggio interessante, emblema di quanto la rabbia e la sete di vendetta possano corrodere l’animo e trasformare un uomo in un mostro feroce. Non posso raccontare troppo della trama… mi concedo solo di svelarvi che il finale sarà inaspettato e che il senso del titolo lo potremo comprendere pienamente solo arrivati all’ultima riga. Complimenti, allora, a Giovanni Magistrelli: il suo è un libro veramente ben riuscito, che dosa in maniera sapiente azione e introspezione psicologica." (Letizia Rossi - del Blog Sogni di Carta e Altre Storie)

 "Letto, anzi divorato in un giorno! Come sempre non ti smentisci: la tua scrittura è accattivante e non ti permette pause! Bravo, molto bravo." (Simona Stancari)

"In due giorni ho letto la tua ultima opera letteraria di cui ho avuto l'onore di acquistare e avere la tua dedica . Bellissimo e coinvolgente ti prende e hai voglia di finirlo per capire le storie come si intrecciano e i finali sono spiazzanti . Bravo! Inoltre grazie per avermici fatto fare parte con il pezzo in cui mi sono riconosciuto!!!!" (Carlo Renzullo)

"Suspence e coinvolgimento. Una storia molto avvincente e ricca di colpi di scena, che rende difficile smettere di leggere a meno di non essere arrivati all’ultima pagina. La trama e i fatti si svolgono molto velocemente, e non fanno mai annoiare il lettore. Due storie “parallele” dove ci si chiede fino alla fine in che modo esse possano intrecciarsi. Direi azzeccati i temi trattati: attuali e in linea con quello che circonda l’ambiente metropolitano milanese. Ne consiglio assolutamente la lettura!" (Federico Glassiani)

Recensioni di racconti vari

"Ahahahah! Alla luce di quel che si è rivelato il protagonista, ben gli sta quello che gli è capitato. Bel racconto, complimenti!" (Antonella Caputo) UNA NOTTE OLANDESE

"Che tensione e che ritmo ! il tuo racconto Giovanni scorre velocissimo con una tensione in costante aumento e una realtà che appare sempre più surreale. La tua narrazione è straordinariamente efficace. Parole e dialoghi essenziali e efficaci. Una trama nascosta che non svela nulla se non una situazione "incomprensibile" che lascia il povero lettore in preda degli eventi in una costante escalation. Poi un Grandissimo finale che ribalta velocissimo i ruoli con un senso di rivincita terribile . Veramente un racconto coinvolgente e di solida struttura narrativa. Tantissimi complimenti." (Gianluca Zuccheri) UNA NOTTE OLANDESE

"Peccato! Volevo Wessel torturato, scorticato e denudato! Che maleducato! Finale troppo 'buono' , desideravo sangue per questi s...signori olandesi! Caro Giovanni, mi hai fatto ridere finalmente! Dopo tanti tristi, truculenti, disperati raccontini, un po' di humour ci voleva! Sei stato proprio Magistr..Ale! p.s. ma la catena Ibis non ti farà causa ? e poi :rumble  rumble...siccome il racconto è ispirato a una storia vera, non è che tu sia...ahaha!" (Laura Florio) UNA NOTTE OLANDESE

"Il commento di Laura mi fa morire! :) E visto il sospetto che susciti... Il tuo racconto ci piace tanto, è bellissimo, se capiti dalle mie parti, giuro,  ti trovo un hotel con servizio ristorante!
Scherzi a parte, mi è piaciuto molto, fortissimo senso di rivalsa che si prova insieme al protagonista nel leggere il finale." (Silvia Schiavo) UNA NOTTE OLANDESE

"Mi ha preso ed è stato un diletto leggerlo fino alla fine. Inoltre, mi pare di aver individuato il punto preciso in cui la parte inventata si congiunge con la storia vera... nel senso che la parte realmente accaduta è quella finale, ovviamente ;-) Bravo!" (Penna Bilama) UNA NOTTE OLANDESE

"Bellissimo il racconto.....bisogna essere sempre gentili con le persone che non si conoscono." (Elisa Pannofino) UNA NOTTE OLANDESE

"Buono, ma con un pizzico di malignità mancata nel finale. Forse bisognava infierire di più sui protagonisti "olandesi" della notte infame procurata a Luca. Nell'insieme buono e veloce." (Riccardo Glassiani) UNA NOTTE OLANDESE

 

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INVIAMI UNA TUA RECENSIONE! - Giovanni  Magistrelli

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